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Cinquemila cittadini bloccano il Brennero contro l’inquinamento, ma la Regione continua a non prendere posizione
La risposta del presidente Kompatscher all’interrogazione 217 conferma, ancora una volta, un’impostazione ormai consolidata: di fronte a quesiti che richiedono una valutazione politica, la Giunta preferisce rifugiarsi dietro la ripartizione delle competenze amministrative.
Nessuno ha mai sostenuto che il monitoraggio ambientale non sia di competenza delle Province autonome. L’interrogazione chiedeva altro. Chiedeva se la Regione, quale principale azionista di Autostrada del Brennero SpA e soggetto istituzionale chiamato a coordinare le politiche comuni del territorio, abbia affrontato politicamente il problema dell’inquinamento prodotto dal traffico sull’A22, quali indirizzi abbia impartito ai propri rappresentanti negli organi societari e quali iniziative abbia assunto per dare concreta attuazione al voto approvato all’unanimità dal Consiglio regionale il 22 aprile 2026.
Su nessuno di questi punti arriva una risposta.
Anziché indicare decisioni, obiettivi o iniziative, il Presidente rinvia genericamente al progetto di finanza relativo alla nuova concessione autostradale. Un richiamo che lascia più interrogativi che certezze. La documentazione accessibile ai consiglieri regionali e ai cittadini contiene infatti dichiarazioni d’intenti sulla sostenibilità ambientale, ma non individua obiettivi misurabili, indicatori di risultato, cronoprogrammi o strumenti che consentano di verificare l’effettiva capacità delle misure proposte di ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico prodotto dal traffico pesante.
In altre parole, si continua a sostituire il confronto politico con un rinvio ad un procedimento amministrativo ancora in corso, come se questo fosse sufficiente a dimostrare che il problema sia già affrontato.
Eppure la realtà racconta qualcosa di diverso.
Se la gestione dell’asse del Brennero fosse davvero così efficace sotto il profilo ambientale, come si lascia intendere, difficilmente il 30 maggio scorso cinquemila cittadini sarebbero arrivati al punto di bloccare l’autostrada per denunciare gli effetti del traffico sulla qualità dell’aria e sul rumore. Ancora più significativo è il fatto che quella manifestazione abbia fatto emergere profonde divergenze politiche tra il Governatore del Tirolo Anton Mattle, favorevole alla protesta, il Presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher, che ha preso le distanze dall’iniziativa pur condividendo alcune misure di regolazione del traffico, e il Presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, contrario sia alla manifestazione sia a qualsiasi ipotesi di rafforzamento della tariffazione ambientale.
Queste differenze dimostrano che non siamo di fronte a un problema tecnico già risolto, ma a una questione eminentemente politica, sulla quale esistono visioni profondamente diverse del futuro del corridoio del Brennero.
Ed è proprio su questo terreno che la Regione continua a sottrarsi alle proprie responsabilità. Invece di esercitare il ruolo di coordinamento che le compete e di utilizzare il proprio peso all’interno di Autostrada del Brennero S.p.A. per orientarne le scelte strategiche, preferisce dichiararsi interessata al dialogo, senza spiegare come questo dialogo venga concretamente esercitato, con quali obiettivi e con quali risultati.
Una risposta che, ancora una volta, evita accuratamente di rispondere alle domande poste.



