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Coabitazione tra generazioni: una proposta innovativa contro la crisi abitativa
Studenti in cerca di un alloggio e giovani lavoratori alle prese con affitti sempre più elevati da un lato; un numero crescente di persone anziane che vivono sole in abitazioni spesso troppo grandi rispetto alle loro esigenze dall’altro. Una situazione sempre più diffusa, anche in Alto Adige, e che può essere affrontata con approcci innovativi, per generare benefici sociali oltre che economici. In una mozione, il Team K propone di sviluppare un modello di coabitazione intergenerazionale, sulla falsariga di analoghe iniziative intraprese con successo in altre città italiane ed europee.
“L’idea è semplice: mettere in contatto persone anziane disponibili a concedere una stanza della propria abitazione a studenti universitari o giovani, attraverso regolari contratti di locazione e percorsi di accompagnamento. Non si tratta di una misura assistenziale o di una soluzione abitativa a basso costo, ma di un modello basato sulla reciprocità, capace di favorire nuove relazioni sociali, contrastare l’isolamento e valorizzare spazi abitativi oggi sottoutilizzati”, spiega il consigliere provinciale Alex Ploner.
La proposta prende spunto dall’esperienza del Comune di Padova, considerata una delle più interessanti in Italia. In meno di tre anni il progetto padovano ha dato vita a 47 esperienze di coabitazione, coinvolgendo oltre cinquanta persone over 65 e quarantacinque studenti, con un impatto sociale ed economico giudicato molto positivo.
“La coabitazione intergenerazionale è un’esperienza sociale e una politica abitativa che abbiamo coltivato e strutturato a Padova, ma che può essere replicata e diffusa in diverse altre realtà. Con l’invecchiamento della nostra società e questa terribile emergenza abitativa che cresce in tutto il Paese, i territori che attraggono giovani si trovano con molti anziani isolati e altrettanti studenti universitari o giovani lavoratori in cerca di casa. Sono due componenti sociali indebolite dal contesto economico difficilissimo che viviamo: unirle nella condivisione della casa e degli spazi trasforma le loro fragilità in condivisione, sostegno reciproco e solidarietà intergenerazionale. Si offre una soluzione comune alla solitudine degli anziani e alla negazione del diritto alla casa per i giovani, che genera legami forti e socialmente rigenerativi. In un contesto di forte precarietà e solitudine, i comuni che attivano questa forma di co-housing offrono una soluzione concreta e che al contempo rafforza il senso di comunità. Per questo siamo ben felici di condividere la nostra esperienza Padovana con altri territori, come Bolzano, che hanno deciso di intraprendere questa progettualità con coraggio ed energia”, dichiara il consigliere comunale Pietro Bean, delegato alle politiche giovanili del Comune di Padova.
“In Alto Adige le possibilità abitative per i giovani sono drammaticamente poche: con costi simili preferiscono andarsene. Quella che proponiamo non è certamente la soluzione di un problema che resta enorme, ma ha l’innegabile merito di essere una soluzione win-win e di andare nella giusta direzione. Confidiamo che anche la maggioranza lo capisca”, aggiunge Paul Köllensperger.
Anche la Südtiroler HochschülerInnenschaft (Associazione studentesca altoatesina) sostiene il progetto: «Siamo convinti che la coabitazione intergenerazionale sia un modello lungimirante. Coniuga la responsabilità sociale con l’utilizzo sostenibile degli spazi abitativi già esistenti e promuove il dialogo tra le generazioni. Proprio in una società in cui giovani e anziani vivono spesso in mondi separati, questo modello crea nuove opportunità di incontro, comprensione reciproca e coesione sociale», afferma la presidente Neha Bhati.
Categoria: Data: 13/10/2026
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