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Disability Pride Month: meno show, più diritti per le persone con disabilità
Il Team K chiede riforme concrete al posto di celebrazioni simboliche. Con il Disability Pride Month, che si celebra nel mese di luglio, le persone con disabilità tornano al centro dell’attenzione pubblica. Per Alex Ploner, la sensibilizzazione è importante, ma non deve servire a nascondere i problemi concreti che le persone con disabilità e le loro famiglie affrontano ogni giorno.
“Il Disability Pride Month deve essere molto più di una successione di eventi, fotografie e discorsi di circostanza. Chi celebra l’inclusione deve avere anche il coraggio di denunciare apertamente le tante mancanze ancora esistenti. Troppe persone con disabilità sperimentano quotidianamente il divario tra le promesse della politica e la loro realtà di vita. Questa realtà non può essere nascosta dietro una bella facciata”, afferma Alex Ploner.
Il consigliere provinciale richiama l’attenzione sulle numerose questioni ancora irrisolte in Alto Adige: dalla carenza di risorse per l’inclusione scolastica, alla persistente insufficienza nell’inserimento lavorativo, fino alla situazione dei laboratori protetti e al problema della cosiddetta “paghetta”. Restano, inoltre, forti ritardi nell’abbattimento delle barriere architettoniche e nell’attuazione dei progetti di vita personalizzati.
“Ciò che ascolto nei colloqui con le persone interessate e con le loro famiglie è spesso un vero grido d’aiuto. Molti si sentono ignorati dalle istituzioni e lasciati soli ad affrontare le proprie difficoltà. Non stiamo parlando di richieste particolari, ma di diritti fondamentali: il diritto all’istruzione, al lavoro, alla mobilità, all’autodeterminazione e alla piena partecipazione alla vita sociale. Finché questi diritti non saranno realmente garantiti, c’è ben poco da celebrare”, prosegue Alex Ploner, rivolgendo un appello anche alle associazioni e alle organizzazioni di rappresentanza affinché denuncino con ancora maggiore determinazione le criticità esistenti.
“Le persone con disabilità non hanno bisogno di campagne improntate al pietismo né dell’autocelebrazione della politica. Hanno bisogno di una politica provinciale che agisca con efficacia ogni giorno. Meno show, meno politica di facciata e più riforme concrete. Solo quando le persone con disabilità avranno le stesse opportunità di tutti gli altri in ogni ambito della vita potremo parlare davvero di una società inclusiva.”
Per il Team K, il Disability Pride Month non rappresenta quindi soltanto un momento di celebrazione, quanto soprattutto un impegno rivolto alla politica di governo affinché elimini con decisione le disuguaglianze ancora esistenti.



