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I giovani vogliono essere ascoltati. L’Alto Adige deve offrire loro prospettive per il futuro
Chi prende sul serio i ragazzi deve offrire loro possibilità di partecipazione, alloggi a prezzi accessibili e concrete opportunità per il futuro. Ne è convinto il Team K. Le proteste studentesche sono molto più di un fenomeno passeggero. Le rivendicazioni dei giovani sono infatti più che legittime e gli episodi di violenza, in alcun modo giustificabili, compiuti da gruppi radicali e minoritari in alcune città non devono distogliere l’attenzione dalle questioni centrali: un migliore accesso agli studi universitari, affitti sostenibili, anche per chi vive in appartamenti condivisi, e investimenti urgenti nelle infrastrutture scolastiche ormai obsolete, anziché destinare miliardi agli armamenti. Si tratta di richieste legittime. La politica farebbe bene non solo ad ascoltarle, ma finalmente anche a dare loro seguito.
“Il dibattito che in Alto Adige è stato nuovamente alimentato dal cosiddetto Bildungsdialog, non può limitarsi agli orari scolastici e alle questioni organizzative. In gioco ci sono anche la qualità dell’insegnamento, contenuti e metodi didattici al passo con i tempi, l’educazione politica, la partecipazione democratica, lo sviluppo scolastico, nonché le competenze sociali, affettive ed emotive. La scuola deve preparare i giovani alla vita, non soltanto agli esami. Deve però anche tornare ad agire e non limitarsi a reagire, soprattutto su temi come l’inclusione e l’integrazione” , sottolinea Alex Ploner.
Negli ultimi anni il Team K ha presentato ripetutamente proposte concrete per migliorare la condizione dei giovani in Alto Adige: dal potenziamento dell’insegnamento delle lingue all’introduzione di una Scuola europea riconosciuta e di un modello di tempo pieno, fino all’istituzionalizzazione di un Consiglio provinciale dei giovani e a nuove soluzioni abitative come il co-housing per studenti e giovani lavoratori. Molte di queste proposte sono state respinte dalla maggioranza politica o attuate soltanto con estrema lentezza.
Per il Team K, tuttavia, la responsabilità della politica non si esaurisce alle porte della scuola. Chi desidera rimanere in Alto Adige dopo aver completato la propria formazione o gli studi universitari ha bisogno di alloggi a prezzi accessibili, salari equi e prospettive professionali interessanti.
«Stiamo perdendo molti giovani perché in Alto Adige le condizioni per costruirsi un futuro non sono più adeguate. Il problema principale è la mancanza di alloggi a prezzi accessibili. Questo rende l’Alto Adige poco attrattivo come territorio in cui lavorare, tanto per gli studenti quanto per i lavoratori qualificati, per i giovani che vivono qui come per gli altoatesini all’estero che vorrebbero tornare. Da troppo tempo la SVP si sottrae alle proprie responsabilità di fronte ai grandi proprietari immobiliari, invece di avviare finalmente un massiccio programma pubblico di edilizia abitativa. Il prezzo che pagheremo sarà purtroppo enorme, perché una società che perde i propri giovani perde anche il proprio futuro», dichiara Paul Köllensperger.
Il Team K chiede quindi maggiore coraggio nell’affrontare le riforme e una politica che non si limiti a una mera amministrazione le politiche giovanili, ma coinvolga le nuove generazioni attivamente nei processi decisionali. Una cosa è chiara: l’Alto Adige non riuscirà a trattenere i giovani con promesse elettorali, ma soltanto offrendo loro concrete prospettive per il futuro.



