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Team K: nessun bambino può essere escluso a causa della carenza di personale
La recente e storica sentenza della Corte di Cassazione sull’inclusione scolastica ha profonde implicazioni per l’intero sistema scolastico nazionale, e di conseguenza anche per l’Alto Adige.
La Suprema Corte ha chiarito che gli alunni e le alunne con disabilità non possono essere mandati a casa prima della fine regolare delle lezioni, né subire limitazioni nella frequenza scolastica solo perché non vi è una disponibilità sufficiente di insegnanti di sostegno o di altre risorse di supporto. Una simile pratica costituisce una discriminazione.
Il consigliere provinciale Alex Ploner (Team K), da molti anni impegnato nel potenziamento dell’inclusione e nel miglioramento delle condizioni quadro per i bambini con bisogni speciali, vede in questa storica sentenza un’importante conferma delle richieste che ha ripetutamente presentato in Consiglio provinciale. “Questa sentenza chiarisce in modo inequivocabile che la carenza di personale o le difficoltà organizzative non possono mai andare a discapito dei bambini con disabilità. Il diritto all’istruzione e alla partecipazione è un diritto fondamentale e non una questione di risorse disponibili”, dichiara Alex Ploner.
Alla base della sentenza della Cassazione vi è il caso di un bambino con autismo, in Veneto, che frequentava la scuola dell’infanzia e doveva essere regolarmente prelevato prima della fine delle lezioni, poiché le ore dell’insegnante di sostegno non coprivano l’intera giornata scolastica. Mentre gli altri bambini rimanevano a scuola fino al termine delle attività, la presenza del bambino era vincolata alla disponibilità del supporto. La Cassazione ha ora chiarito che ciò rappresenta uno svantaggio inammissibile. Deve essere la scuola ad adeguare la propria organizzazione ai bisogni del bambino, e non il contrario. Di particolare rilievo è la constatazione della Corte secondo cui anche i contatti sociali, il gioco comune, le attività di gruppo e la convivenza quotidiana sono componenti essenziali dell’istruzione e dell’inclusione. I bambini con disabilità non devono essere esclusi da queste esperienze.
Secondo la valutazione di Alex Ploner, questa pronuncia pone il mondo della scuola altoatesina di fronte a interrogativi cruciali. Anche sul nostro territorio, scuole e scuole dell’infanzia si trovano costantemente ad affrontare sfide dovute alla mancanza di personale qualificato, all’insufficienza di risorse per l’integrazione o a posti di sostegno non coperti “La sentenza della Corte di Cassazione e il conseguente verdetto finale atteso in Veneto avranno un impatto anche in Alto Adige. Genitori, scuole e amministrazione scolastica hanno bisogno di certezza del diritto. Per questo motivo dobbiamo sapere se le nostre scuole sono in grado, dal punto di vista organizzativo e del personale, di soddisfare i nuovi requisiti legali.
Da anni genitori, insegnanti e associazioni di categoria sottolineano che l’inclusione può avere successo solo se le risorse necessarie sono effettivamente presenti. La storica sentenza della Cassazione dimostra ora chiaramente che la Provincia e gli uffici competenti hanno il dovere di creare queste condizioni. I bambini non devono subire le conseguenze della carenza di personale o di carenze organizzative”, conclude Alex Ploner.



