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Impugnazione delle leggi statali: bocciato perfino il diritto del Consiglio regionale ad essere informato
Il Consiglio regionale ha respinto l’ordine del giorno 2/35/XVII con cui Team K proponeva di introdurre forme di informazione del Consiglio nelle procedure di impugnazione delle leggi statali. La recente riforma dello Statuto di autonomia ha modificato l’articolo 98, trasferendo dal Consiglio alla Giunta la competenza a deliberare l’impugnazione delle leggi dello Stato davanti alla Corte costituzionale. Una scelta che ha sottratto all’assemblea legislativa una delle principali prerogative poste a tutela dell’autonomia speciale.
L’ordine del giorno prendeva atto del nuovo quadro statutario e non chiedeva di ripristinare il precedente sistema, ma soltanto di garantire al Consiglio regionale un’informazione tempestiva sulle valutazioni della Giunta, sulle eventuali decisioni di impugnare o non impugnare una legge statale, sulla documentazione istruttoria non riservata e sugli esiti dei giudizi costituzionali.
Una richiesta di buon senso, tanto più importante considerando che le leggi statali possono incidere non solo sulle competenze legislative, ma anche sull’autonomia finanziaria della Regione e delle Province autonome, influenzando devoluzioni tributarie ed equilibri di bilancio, materie sulle quali il Consiglio esercita le proprie funzioni legislative e di approvazione del bilancio.
La vicepresidente Giulia Zanotelli ha però espresso parere negativo sostenendo che il coinvolgimento del Consiglio rallenterebbe le procedure e metterebbe a rischio il rispetto dei termini per ricorrere alla Corte costituzionale. Una motivazione che non ha alcuna attinenza con il testo dell’ordine del giorno. La proposta, infatti, non attribuiva al Consiglio alcun potere deliberativo e non modificava le competenze della Giunta: chiedeva esclusivamente che il Consiglio fosse informato.
La maggioranza ha così respinto perfino l’idea di affermare una prassi di trasparenza istituzionale. Dopo aver perso il potere di deliberare le impugnazioni, il Consiglio regionale viene privato anche della possibilità di conoscere le ragioni per cui la Giunta decide di impugnare o di non impugnare leggi che possono incidere sulle competenze legislative e sull’autonomia finanziaria garantite dallo Statuto.
È una scelta che impoverisce il ruolo dell’assemblea e indebolisce il controllo democratico proprio su uno degli strumenti più importanti di difesa dell’autonomia speciale.



