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La cultura come impulso verso il futuro: il Team K chiede linee guida e un centro di competenza per l’economia creativa
Dopo intensi confronti con associazioni culturali altoatesine, operatori culturali ed esperti del settore, Alex Ploner (Team K) è più che mai convinto che l’Alto Adige debba finalmente dotarsi di una strategia culturale completa e istituire un centro di competenza per l’economia creativa.
“La cultura e l’economia creativa non sono ornamenti decorativi, ma una componente centrale di una moderna economia della conoscenza. Creano spazi per l’espressione, la riflessione e l’innovazione, e rappresentano un importante fattore economico”, spiega Alex Ploner.
In Alto Adige si contano circa 3.000 imprese appartenenti a questo settore, con oltre 10.000 occupati e una produzione annua di circa 600 milioni di euro. La proposta del Team K prevede l’avvio di un processo strategico partecipato che coinvolga tutti gli attori rilevanti del settore – operatori culturali, istituzioni, comuni, turismo, istruzione ed economia. L’obiettivo è ottenere un chiaro modello, dotato di precise linee guida con misure specifiche, che metta in rete il sostegno alla cultura, l’economia creativa e il sistema educativo a livello locale. In aggiunta, dovrebbe nascere un centro di competenza che offra consulenza, formazione continua e opportunità di networking.
“Altre regioni come il Vorarlberg o la Puglia hanno da tempo riconosciuto che una politica culturale strategica non solo aumenta la visibilità delle attività culturali, ma promuove anche condizioni di lavoro eque per i lavoratori e le lavoratrici, nonché l’innovazione. L’Alto Adige non può continuare a restare indietro”, sottolinea Alex Ploner.
Già nel 2021 Alex Ploner aveva presentato una proposta simile, che all’epoca venne respinta dalla maggioranza. La crisi Covid ha dimostrato quanto sia vulnerabile il settore culturale in mancanza di una visione comune. Il fatto che la proposta di allora sia stata respinta è stato un passo indietro, ma Ploner non ha abbandonato la sfida. Dal dialogo con gli operatori, le operatrici culturali ed il personale esperto del settore, è emersa ora una proposta ancora più ampiamente condivisa.
“Abbiamo bisogno di una politica culturale che non rimanga impantanata nei dettagli, ma abbia il coraggio di pensare in modo strategico. La cultura non è un costo, ma un investimento nella democrazia, nella qualità della vita e nell’innovazione. Con una strategia chiara e un centro di competenza creeremo trasparenza, connessioni e prospettive future per tutti gli operatori e le operatrici culturali”, conclude Alex Ploner.



