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Quando pochi decidono per tutti: vogliamo nuovi strumenti democratici per coinvolgere i cittadini sulle grandi scelte
Spesso, scelte importanti in materia di grandi opere, pianificazione urbanistica e trasformazioni del territorio sono state adottate dalle Giunte comunali e da ristrette maggioranze politiche – sempre le stesse – talvolta ignorando il dissenso nella popolazione. “Con due disegni di legge il Team K intende intervenire per migliorare la qualità della nostra democrazia nei comuni – sostiene il primo firmatario Paul Köllensperger –. L’obiettivo è rafforzare il diritto dei cittadini a essere ascoltati e a intervenire sulle scelte che incidono profondamente sulle loro comunità, garantendo un controllo democratico effettivo sulle decisioni più controverse, prima che queste producano effetti permanenti sul territorio e sulla qualità della vita”.
Negli ultimi anni si è registrato un progressivo indebolimento degli strumenti partecipativi e l’affidamento della loro disciplina agli statuti comunali si è spesso tradotto in soluzioni minime, poco accessibili e scarsamente utilizzate. Ne è derivato un crescente divario tra eletti ed elettori, testimoniato anche dall’aumento dell’astensionismo. Per rispondere a questa criticità, il Team K propone una riforma articolata su due interventi principali.
Il primo disegno di legge (30/XVII) introduce una disciplina organica del diritto di presentare istanze e petizioni. In particolare, si prevede l’obbligo per i Comuni di garantire una risposta pubblica e motivata, con discussione in Consiglio comunale, superando la prassi delle risposte meramente formali o riservate. Viene inoltre introdotto l’obbligo di una relazione periodica sulla partecipazione nonché misure per rafforzare la conoscibilità e l’accessibilità dello statuto comunale, con l’obiettivo di monitorare l’effettiva attuazione degli strumenti previsti.
Il secondo disegno di legge (31/XVII) introduce il referendum confermativo amministrativo, quale strumento di garanzia e controllo democratico. I cittadini potranno chiedere di esprimersi sulle deliberazioni più rilevanti del Consiglio o della Giunta – come grandi opere, pianificazione urbanistica o servizi pubblici – prima che queste diventino efficaci. Si tratta di uno strumento di carattere straordinario, pensato per intervenire nei casi di maggiore impatto collettivo e rafforzare la responsabilità degli amministratori.
“Non si tratta certo di ostacolare l’azione amministrativa, ma di rafforzarne la legittimità, soprattutto quando sono in gioco trasformazioni profonde e potenzialmente divisive. Dare voce ai cittadini significa prevenire conflitti, migliorare la qualità delle decisioni e ristabilire un rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità locali”, conclude il primo firmatario Paul Köllensperger.



