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Suicidio medicalmente assistito: Team K chiede un coordinamento regionale per garantire parità di diritti in tutto il Trentino-Alto Adige
I consiglieri regionali di Team K su impulso di Franz Ploner hanno depositato una mozione per promuovere un coordinamento regionale sul suicidio medicalmente assistito. L’obiettivo: evitare che i pazienti debbano spostarsi da una provincia all’altra per esercitare un diritto riconosciuto dalla Corte costituzionale.
Il gruppo consiliare di Team K ha presentato al Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol la mozione n. 27/XVII, con cui chiede alla Giunta regionale di assumere un ruolo di coordinamento attivo tra le due Province autonome in materia di suicidio medicalmente assistito.
Un risultato importante è già stato ottenuto: la Provincia autonoma di Bolzano ha annunciato la propria intenzione di legiferare in materia. Tuttavia, Team K esprime una riserva critica: la norma è stata inserita in una legge omnibus, uno strumento che comprime i tempi del dibattito consiliare e limita le possibilità di confronto democratico su una questione di tale delicatezza etica e giuridica.
La Corte costituzionale ha riconosciuto, da ultimo con la sentenza n. 135 del 2025, che Regioni e Province autonome possono disciplinare gli aspetti organizzativi e procedurali dell’accesso al suicidio assistito, nell’ambito della competenza concorrente in materia di tutela della salute. Ma il Parlamento italiano non ha ancora adottato una legge quadro nazionale, lasciando un vuoto normativo che si riflette in procedure disomogenee e nell’assenza di dati sistematici.
Senza un approccio regionale coordinato, il rischio concreto è quello del cosiddetto “turismo sanitario interno”: pazienti costretti a spostarsi da Bolzano a Trento, o viceversa, per accedere a un diritto che dovrebbe essere garantito in modo uniforme su tutto il territorio. Team K chiede pertanto che la Regione promuova un percorso legislativo condiviso, accompagnato da audizioni di esperti in biodiritto, medicina palliativa ed etica sanitaria, e che le conclusioni vengano trasmesse al Parlamento nazionale.



