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Dentro flessibile, fuori anche: la Giunta provinciale scavalca la propria pianificazione territoriale
Ancora una volta viene modificata la legge provinciale “Territorio e paesaggio”: con la legge omnibus sull’urbanistica si vogliono adeguare numerose disposizioni in 42 articoli, arrivando così a oltre 500 modifiche dall’entrata in vigore della legge nel 2018. Per il Team K si tratta di un vero e proprio attestato di incapacità.
“Ormai non si può quasi più parlare di pianificazione territoriale. Dopo oltre 500 modifiche si tratta piuttosto di disordine territoriale. La legge viene continuamente adattata agli interessi, invece di seguire una strategia chiara di lungo termine”, afferma Paul Köllensperger.
Quando la legge fu introdotta nel 2018 su iniziativa dell’allora assessore Richard Theiner, al centro c’era un obiettivo condivisibile: contenere il consumo di territorio. Il principio era “dentro flessibile, fuori rigoroso”: all’interno dei confini insediativi tracciati si sarebbe dovuto creare più facilmente spazio abitativo, mentre le aree agricole sarebbero rimaste tutelate. Di tutto questo è rimasto ben poco. Di fatto vale sempre più spesso il principio “dentro flessibile, fuori flessibile”, a condizione di avere i contatti giusti o la giusta rappresentanza di interessi.
Il Team K considera particolarmente critica la normativa sui diritti dei posti letto. Con una disposizione che, secondo il Team K, può essere definita “Lex Kronplatz”, i diritti sui posti letto dovrebbero essere mantenuti anche per progetti che non riescono a rispettare la scadenza del 30 settembre a causa di procedimenti giudiziari in corso. Particolarmente problematico è inoltre il fatto che la stessa norma sia già stata inserita preventivamente nel decreto del Presidente della Provincia n. 25/2022. Anche se la disposizione venisse cancellata in Consiglio provinciale, la Giunta avrebbe già ottenuto l’effetto desiderato passando dalla porta di servizio.
In futuro i diritti sui posti letto acquisiti dovrebbero essere mantenuti anche quando i progetti edilizi vengono modificati in modo sostanziale. In questo modo i promotori dei progetti potrebbero, poco prima della scadenza dei termini, presentare rapidamente un progetto e farlo approvare, per poi modificarlo successivamente in parti sostanziali, senza perdere i diritti originariamente concessi. Anche la possibilità, in futuro, di individuare nuove aree edificabili al di fuori dei confini insediativi esistenti tramite accordi urbanistici viene vista dal Team K in modo estremamente critico. In questo modo verrebbe eluso uno dei principi fondamentali della legge.
“Le modifiche previste sono un esempio da manuale di legislazione ad hoc. Qui vengono tutelati precisi progetti dalle conseguenze delle norme in vigore, si eludono scadenze e requisiti e allo stesso tempo si erodono i confini insediativi. Quando le leggi portano un cognome, per me scatta l’allarme. Il presidente della Provincia promette da anni più trasparenza e meno normative speciali, ma nella realtà accade l’esatto contrario”, critica Paul Köllensperger.
Mentre per i progetti turistici vengono continuamente create nuove eccezioni, l’edilizia abitativa a prezzi accessibili resta merce rara. Il modello “Abitare a prezzo calmierato” sarebbe troppo burocratizzato e poco attraente per i costruttori. Secondo il Team K manca ancora una strategia credibile contro l’emergenza abitativa, mentre l’edilizia abitativa agevolata da sola non risolverà il problema. Sono soprattutto i Comuni a essere chiamati in causa, affinché mettano a disposizione zone residenziali sufficienti.
Il problema si manifesta in modo particolarmente evidente a Bolzano. Gli alti prezzi degli immobili, la scarsità di alloggi in affitto e la mancanza di prospettive per i giovani indeboliscono sempre di più l’attrattività del capoluogo. “Continuiamo a inserire nella legge sempre nuove eccezioni per interessi turistici, ma continuiamo a creare troppo poco spazio abitativo a prezzi accessibili. La Giunta provinciale deve spiegare perché si trovano continuamente soluzioni per interessi particolari, mentre le giovani famiglie, i lavoratori e le future generazioni restano indietro. Le conseguenze sono ormai visibili da tempo: sempre più giovani cercano il proprio futuro altrove”, afferma Paul Köllensperger.
Il disegno di legge contiene anche alcune misure sensate, ad esempio nella riduzione della burocrazia o nella trasformazione di ex-esercizi ricettivi in edilizia abitativa convenzionata per i residenti. Tuttavia, secondo il Team K, questi aspetti positivi non possono mascherare il fatto che la direzione di fondo sia sbagliata. Nel complesso, quindi, il giudizio resta negativo: mentre si facilita la costruzione nel verde e si ampliano le eccezioni esistenti, continua a mancare una politica abitativa efficace per la popolazione in generale. Nel frattempo, i giovani continuano ad emigrare all’estero.



