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Rimborso delle spese sanitarie: per ottenere il rimborso si deve continuare a presentare la documentazione cartacea
Chi in Alto Adige desidera richiedere il rimborso di visite specialistiche o prestazioni diagnostiche dovrà, anche nei prossimi anni, consegnare personalmente la documentazione in formato cartaceo presso il distretto sanitario. La presentazione digitale delle domande continua infatti a non essere possibile. Lo si apprende dalla risposta dell’assessore alla Sanità a un’interrogazione della consigliera del Team K, Maria Elisabeth Rieder.
Particolarmente deludente sono le motivazioni fornite dall’assessore. Più volte viene fatto riferimento al fatto che la delibera su cui si basa l’attuale procedura risale al 2014 e che all’epoca la digitalizzazione non aveva ancora raggiunto il livello di sviluppo odierno. Allo stesso tempo, però, lo stesso assessore ammette che un adeguamento alle possibilità tecnologiche attuali e alle esigenze di un’amministrazione vicina ai cittadini sarebbe opportuno. Tuttavia, non vengono indicati tempi concreti né impegni vincolanti. Si parla soltanto di “intenzioni concrete”.
«La giustificazione secondo cui la normativa risale al 2014 è solo una scusa», critica Maria Elisabeth Rieder. «È ormai più che necessario modernizzare le procedure. Le cittadine e i cittadini hanno diritto a percorsi amministrativi semplici e digitali, per non a dover raggiungere inutilmente i distretti sanitari con documenti cartacei sottobraccio».
Particolarmente incomprensibile è inoltre il fatto che venga tuttora richiesto di presentare la fattura originale. Anche in questo caso l’assessore si limita a richiamare le disposizioni di una delibera del 2014. Il fatto che nel 2026 fatture digitali, sistemi di identificazione elettronica e servizi online sicuri siano ormai uno standard consolidato continua a non trovare applicazione nella pratica dell’Azienda sanitaria.
Per la consigliera del Team K, la risposta dimostra ancora una volta che la tanto decantata digitalizzazione della pubblica amministrazione si ferma proprio nel momento in cui dovrebbe diventare concretamente percepibile dai cittadini: «Non si può parlare di un’amministrazione moderna e vicina ai cittadini se le domande devono ancora essere stampate, firmate e consegnate di persona. Le persone si aspettano giustamente soluzioni digitali e non annunci senza una data concreta di attuazione».
La risposta della Giunta provinciale lascia quindi emergere soprattutto un dato: una vera digitalizzazione della procedura non è ancora all’orizzonte.



