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Educazione alla democrazia respinta dal Consiglio regionale: resta lo status quo
La mozione del Team K, a prima firma del consigliere Alex Ploner, nasceva dalla constatazione di una crescente crisi di fiducia verso le istituzioni – con appena il 35% dei cittadini che dichiara fiducia nelle amministrazioni locali – e dalla necessità di rafforzare una democrazia non solo elettorale, ma realmente “attiva”.
L’obiettivo era avviare percorsi strutturati di collaborazione con scuole ed enti di ricerca per costruire un programma di educazione alla democrazia, capace di formare cittadini consapevoli, critici e partecipi. Il tema è stato al centro di un ampio e articolato dibattito già nella seduta di novembre: diversi consiglieri hanno richiamato la fragilità della democrazia contemporanea, esposta alla disinformazione e alla polarizzazione sociale, la perdita di forza dei corpi intermedi, l’aumento dell’astensionismo e la necessità di investire seriamente sull’educazione civica come antidoto alla distanza crescente tra cittadini e politica. Pur con accenti diversi – tra chi ha sottolineato il valore della partecipazione diretta, chi il ruolo della mediazione politica e chi l’urgenza di una formazione specifica nelle scuole – è emersa una consapevolezza condivisa sull’importanza del tema. La Giunta, per voce dell’assessore Locher, ha invece sostenuto che gli strumenti attuali sarebbero già sufficienti e che le Province sono attive sul fronte dell’educazione civica, posizione che ha poi portato al parere negativo e al respingimento della mozione.
«Dispiace che la mozione sia stata respinta. – dichiara Alex Ploner – Sentirsi rispondere che “le Province già fanno” o che “in futuro si miglioreranno gli strumenti” significa, ancora una volta, rinviare un impegno concreto. Noi chiedevamo qualcosa di molto semplice: lavorare insieme a scuole ed enti di ricerca per costruire un vero programma di educazione alla democrazia, capace di formare cittadini consapevoli, critici e attivi. Senza standard comuni e senza un coordinamento pubblico, tutto resta frammentato e affidato alle buone intenzioni. È così che si mantiene lo status quo, mentre cresce la distanza tra istituzioni e cittadini. Non ci abituiamo a questo approccio: se vogliamo ricostruire fiducia, dobbiamo investire seriamente nell’educazione civica partendo dal livello più vicino alle persone, cioè dagli enti locali e dalle scuole.»




