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Fine vita: bene la tutela dei diritti, ma no a scorciatoie legislative
Team K accoglie favorevolmente l’obiettivo di dare attuazione alle sentenze della Corte costituzionale sul suicidio medicalmente assistito e di garantire alle persone interessate un diritto già riconosciuto dall’ordinamento, peraltro in controtendenza rispetto all’attuale orientamento del governo nazionale. Tuttavia, la modalità scelta dalla Giunta provinciale solleva forti perplessità sia sul piano democratico sia su quello dei contenuti.
L’inserimento della disciplina sul fine vita nella legge Omnibus, attraverso un emendamento presentato all’ultimo momento e non ancora pubblicato ufficialmente durante l’esame in Commissione legislativa, ha impedito un confronto approfondito su una materia tra le più delicate dal punto di vista etico, giuridico e sanitario. Anche la scelta di procedere il venerdì pomeriggio prima di un lungo ponte festivo rafforza l’impressione che si sia voluto limitare il dibattito pubblico e politico.
Team K sostiene da tempo la necessità di una regolamentazione chiara. Non a caso il consigliere provinciale Franz Ploner aveva già depositato una proposta di legge specifica sul tema, fondata sui principi della sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale e caratterizzata da procedure certe e dal coinvolgimento del Comitato etico provinciale.
Nel testo approvato in Commissione restano inoltre alcuni aspetti discutibili: manca un esplicito richiamo alla sentenza della Corte costituzionale che costituisce il fondamento giuridico dell’intervento, viene inserita una figura farmacologica nella commissione multidisciplinare senza una chiara motivazione e non è prevista alcuna rappresentanza del mondo dell’etica, della bioetica o della riflessione teologica.
«Sul fine vita non possono esserci scorciatoie procedurali. Condividiamo la necessità di garantire un diritto riconosciuto dalla Corte costituzionale, ma un tema di questa portata merita una legge autonoma, trasparente e discussa pubblicamente. I cittadini hanno diritto a un confronto serio, aperto e rispettoso della complessità della materia», dichiara il consigliere provinciale Franz Ploner.
Per Team K una questione che riguarda diritti fondamentali, autodeterminazione, medicina ed etica non può essere trattata come una disposizione accessoria all’interno di una legge omnibus, ma richiede una normativa dedicata e un ampio confronto con la società civile.



