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Team K: A22, il MIT tira dritto con la gara ma senza prelazione. Ora il rischio di perdere l’autostrada è reale
La notizia pubblicata oggi da Milano Finanza certifica ciò che il Team K denuncia da anni: l’intera procedura di affidamento della concessione dell’A22 è stata costruita su un presupposto giuridicamente fragile, oggi definitivamente crollato. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di proseguire con la gara già avviata, ma senza il diritto di prelazione per Autobrennero S.p.A., adeguandosi alla recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. È questa la vera svolta: non un nuovo bando, non un ripensamento strategico, ma un semplice proseguimento della procedura, privando però Autobrennero dell’unico elemento che avrebbe potuto garantirle un vantaggio competitivo.
La rinuncia preventiva a qualsiasi forma di indennizzo in caso di incompatibilità della prelazione con il diritto europeo era già prevista nel bando. La novità politica è che ora la prelazione viene di fatto rimossa, trasformando Autobrennero in un operatore come tutti gli altri. In altre parole: una società a maggioranza pubblica, che dal 2014 gestisce l’A22 in regime di proroga e che ha prodotto oltre 800 milioni di euro di utili complessivi, viene gettata in una gara aperta ai grandi gruppi privati europei, senza più alcuna tutela specifica. È esattamente lo scenario che il Team K aveva previsto e denunciato.
Lunedì abbiamo depositato un’interrogazione regionale (int. n. 200) proprio su questo punto: sulla bocciatura europea del diritto di prelazione, sulla fragilità del bando e sul fallimento dell’obiettivo politico dichiarato di mantenere la gestione dell’autostrada in capo alle autonomie di Trento e Bolzano.
Per anni la Giunta regionale e i vertici delle Province autonome hanno rassicurato cittadini e territori.
Hanno congelato la nostra proposta dell’in house approvata dal Consiglio regionale nella scorsa legislatura, che dava man forte dal Presidente Kompatscher contro i tentativi del suo collega di mantenere i soci privati e veneti in azienda. Hanno bocciato il nostro ordine del giorno di ottobre. Hanno minimizzato le lettere di messa in mora della Commissione europea. Oggi la realtà presenta il conto.
Prendiamo atto che sul piano politico non sembrano più esistere margini per correggere scelte illogiche e avventate adottate a partire dal 2019. Ma una cosa va detta con chiarezza: questa classe dirigente sta accompagnando un asset strategico del territorio verso la privatizzazione, senza avere il coraggio di ammettere il fallimento della propria strategia. Il Team K continuerà a pretendere trasparenza, responsabilità e verità. Perché perdere l’A22 non sarebbe una fatalità: sarebbe una precisa responsabilità politica.



