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Team K: la normativa sul bonus cubatura va finalmente corretta
Mentre l’Alto Adige ha urgente bisogno di nuovi spazi abitativi, anche per dare nuovo impulso al settore edilizio, la Giunta provinciale continua a bloccare progetti: una lacuna nella riforma dell’edilizia abitativa – nota da mesi – impedisce infatti alle famiglie di sopraelevare, ampliare o ristrutturare edifici esistenti. L’assessore Peter Brunner promette correzioni da quasi un anno, ma finora non è successo nulla. Per il Team K questa inerzia non è più accettabile e con un’interrogazione si vogliono finalmente ottenere risposte.
Nel primo semestre del 2026, in Alto Adige sono state rilasciate poche concessioni edilizie. Il Collegio dei costruttori chiede quindi di destinare più superfici e diritti edificatori all’edilizia abitativa. “Questa richiesta è giusta e sensata. Ma non servono solo nuove spazi. Con la riforma dell’edilizia abitativa, la Provincia ha puntato esplicitamente anche a sfruttare meglio il patrimonio edilizio esistente e a creare nuovo spazio abitativo grazie a sopraelevazioni, ampliamenti o il recupero di sottotetti. Proprio questi progetti sono però attualmente bloccati da un mancato adeguamento del bonus cubatura”, sostiene Maria Elisabeth Rieder.
Il problema è presto spiegato: prima, all’edificio esistente si poteva aggiungere grazie a un bonus energetico una cubatura fino a 200 metri cubi. Con il nuovo metodo di calcolo, però, ora vengono conteggiati nella cubatura esistente anche i sottotetti finora non recuperati. Soprattutto negli edifici degli anni ’80 e ’90 la cubatura consentita risulta quindi in molti casi già esaurita. Il bonus non può più essere utilizzato o solo parzialmente. “Molte famiglie non possono quindi né sopraelevare, né ampliare, né recuperare un sottotetto come spazio abitativo. I loro progetti sono pronti, eppure da mesi non riescono ad andare avanti. È contraddittorio che proprio la riforma dell’edilizia abitativa, pensata per facilitare il recupero del patrimonio esistente, impedisca di realizzare questi progetti”, afferma anche Paul Köllensperger.
Il problema è noto da tempo alla Giunta provinciale. L’assessore Brunner ha annunciato più volte la revisione della normativa e nche alle ripetute richieste in Consiglio provinciale è sempre stato risposto che la correzione sarebbe stata apportata nelle settimane successive. Da ultimo, durante la seduta consiliare di luglio, Brunner aveva assicurato che avrebbe portato la relativa delibera in Giunta nella seconda o terza settimana di agosto. Ad oggi non è successo nulla. “Da un anno viene promessa una soluzione. Un’attuazione concreta ancora non c’è. L’assessore Brunner deve spiegare perché non mantiene i suoi impegni e quando la nuova normativa entrerà effettivamente in vigore. Gli annunci non creano nemmeno un metro cubo di spazio abitativo in più”, sottolinea Maria Elisabeth Rieder.
Il ritardo ha conseguenze finanziarie anche per gli interessati. Finché la concessione di un progetto edilizio resta in sospeso, manca la base necessaria per un finanziamento affidabile. Già un aumento dello 0,5% del tasso d’interesse può comportare, su mutuo di lunga durata con importi elevati, un notevole aggravio di spesa. “Nei prossimi mesi difficilmente si potrà contare su un calo dei tassi d’interesse. È anzi piuttosto probabile che continueranno a salire. Ogni ulteriore ritardo può quindi rendere un progetto edilizio notevolmente più costoso o far sì che alla fine le famiglie non possano più permetterselo”, avverte Paul Köllensperger.
I consiglieri del Team K chiedono quindi, con un’ulteriore interrogazione, una risposta chiara e una data precisa su quando la delibera annunciata dalla Giunta provinciale verrà presentata e approvata. Fare chiarezza è importante anche perché è poi previsto il procedimento di notifica di tre mesi a livello UE e già ora si può prevedere che la normativa rivista potrà probabilmente entrare in vigore solo nel 2027. Perché non si sia agito prima e per quale motivo la revisione della normativa venga così tanto ritardata, l’assessore Brunner dovrà spiegarlo nella risposta all’interrogazione presentata.



