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Basta con la “guerra dei documenti” per la DURP: il Team K chiede meno burocrazia e più equità
Attualmente, per accedere a 72 prestazioni e agevolazioni fiscali provinciali è necessaria la Dichiarazione unificata di reddito e patrimonio (DURP). Quando fu introdotta, l’obiettivo era uniformare, semplificare e rendere più equa la valutazione della situazione economica e patrimoniale dei cittadini. Oggi però, chi richiede una prestazione provinciale deve spesso presentare, oltre alla DURP, una serie di documenti aggiuntivi. Il Team K vuole porre fine a questa inutile prassi e per questo la prossima settimana in Consiglio provinciale verrà trattata una proposta per ridurre la burocrazia e semplificare le procedure, per garantire un trattamento più equo ai cittadini.
La DURP è stata introdotta nel 2011 per rilevare la situazione economica dei richiedenti secondo criteri uniformi e per rendere l’accesso alle prestazioni sociali e alle agevolazioni fiscali più semplice, trasparente ed equo. Oggi questa dichiarazione, da presentare annualmente, è un requisito per circa 72 prestazioni e agevolazioni provinciali, tra cui il contributo all’affitto, le tariffe agevolate nelle residenze per anziani e le borse di studio.
Nella pratica, però, per molte prestazioni la DURP non è sufficiente. I richiedenti devono presentare numerosi ulteriori documenti relativi al reddito. «Le persone devono rivelare la propria situazione finanziaria e personale nei minimi dettagli, per poi sentirsi spesso dire che non hanno diritto ad alcun sostegno», spiega la consigliera provinciale del Team K, Maria Elisabeth Rieder.
Questo problema emerge in modo particolarmente evidente nel caso del contributo per l’affitto. E’ comprensibile che, oltre alla DURP, siano richiesti un contratto di locazione valido e le prove dell’effettivo pagamento dell’affitto, ma poi – secondo il Team K – si va ben oltre: i richiedenti devono presentare estratti conto e altri documenti personali, persino piccoli aiuti privati o i cosiddetti redditi figurativi, come assegni di mantenimento non versati, vengono conteggiati come reddito.
«Le domande sono degenerate in una vera e propria guerra di documenti», critica la consigliera del Team K. «Oltre al notevole dispendio di tempo e energie, la procedura di presentazione delle richieste viene percepita dagli interessati come gravosa e umiliante».
Il Team K critica anche le modalità con cui vengono considerati i risparmi. Molte persone con redditi modesti hanno costruito negli anni, grazie a rinunce e a una gestione oculata del bilancio familiare, un piccolo cuscinetto finanziario per le emergenze. «Queste persone non sono benestanti. Hanno semplicemente agito con responsabilità e previdenza», sottolinea Maria Elisabeth Rieder. «Se questo piccolo gruzzolo comporta una riduzione o addirittura il rifiuto delle prestazioni di sostegno, allora si finisce per penalizzare il risparmio e il senso di responsabilità personale. Questo non è accettabile né socialmente giusto».
Negli ultimi anni l’assessora provinciale competente ha più volte annunciato l’intenzione di semplificare le procedure, ma, secondo il Team K, miglioramenti concreti non se ne sono ancora visti. Per questo motivo, tramite una mozione che sarà presentata la prossima settimana in Consiglio provinciale, il Team K propone di intervenire su due aspetti specifici:
- Tutti gli uffici competenti dovranno verificare quali documenti aggiuntivi, oltre alla DURP, siano realmente necessari. Gli obblighi di documentazione superflui dovranno essere eliminati e le procedure semplificate.
- Dovranno essere riviste le modalità con cui vengono considerati i risparmi: un piccolo patrimonio accumulato da persone a basso reddito non dovrà più comportare la perdita delle prestazioni di sostegno.
«La DURP deve tornare a essere ciò per cui era stata originariamente concepita: uno strumento semplice, comprensibile ed equilibrato dal punto di vista sociale, che faciliti l’accesso alle prestazioni di sostegno. Documenti aggiuntivi dovrebbero essere richiesti soltanto quando sono realmente necessari», conclude Maria Elisabeth Rieder.



